18/01/2011
Terra incolta
(Mostlywanted – Hush)
Ho seppellito ogni sensazione,
ho trascurato una possibile resurrezione,
non voglio nessuna redenzione.
Sono assurde delle reazioni
anche delle piccole vibrazioni,
così crollano come d’incanto
le tue fragili emozioni.
Le spiegazioni sono inutili,
le parole sono futili.
Non sono un ladro
che si aggira furtivo
in cerca del suo bottino.
Sono stato consegnato
per un semplice operato,
privo di stelle luminose,
abbandonato in scene penose.
Le soluzioni si aggirano
per camuffare quella tristezza,
che fa da corredo
alla tua piccola esistenza.
03/09/2010
Le pressioni aride

(Eric Fortune – In the Sea)
Salire su scale pericolose
Vive, ambiziose, corrose
Un corpo offerto in prestito
Inerme, stupido, vestito
Miseramente indosso un numero
Scelta ereditata e mai accettata
Vorrei tuffarmi nello spazio infinito
Buio di un silenzio soltanto percepito
C’è dell’acqua che bagna le mie coste
Occhi spenti lasciati senza proposte
Scendere su cantine abbandonate
Morte, andate, amputate
Un pensiero annodato all’anima
E tutto si perde nel vuoto
21/06/2010
Il silenzio indomabile
(Salvador Dalì – Paesaggio con farfalle)
Tutti si affannano a sentire
mentre ogni parola perde il suo dire.
Quello che può sembrare
una semplice azione,
con la mi anima
io gli presto attenzione.
Ogni cosa è a buon mercato,
ma nel tuo essere
vi è solo uno steccato.
Quanti rumori pronunciati
su questi mondi stracciati.
Non esiste solitudine
che può vincere l’inquietudine.
Suona inesorabile,
un silenzio indomabile.
04/06/2010
Forzieri

(David Davidovich Buliuk – The Bourgeoisie Riding in State)
Richiamare a rapporto le emozioni,
perse nelle lande delle distrazioni.
Bussare alla porta dei pensieri,
per aprire i dimenticati forzieri.
Dissotterrare quei piccoli tesori,
perduti in giochi accessori.
Un sole che taglia il tuo viso,
l’ombra è nascosta dietro un sorriso.
Mattoni gettati nella terra,
è persa questa continua guerra.
14/05/2010
L’inadeguatezza
(Immagine Francesco Clemente – Grisaille Self-Portait)
Avanzano i silenzi lunghi e funesti,
non si ferma il pensiero.
C’è un alloggio dove sgorgano lacrime?
Siedo con le spalle al futuro.
Cadono i frutti di un povero linguaggio,
gesti distratti in pasto ai leoni.
Le nuvole non mutano il paesaggio,
tremante in una dimora corrosiva.
Si può cedere tutto inutilmente?
Respiro con le spalle al passato.
Dardi scagliati con rabbia assente,
corde strette per un ostaggio sgradito.
Futili parole si travestano per recitare,
muore il colore più sgargiante.
Come possiamo sbaragliare i birilli dell’inadeguatezza?
Scruto con lo sguardo rivolto al presente.
07/05/2010
Brancolare

(Immagine Ottavio Pinarello – Il buio, l’acqua, la luce…)
Qualche spiffero solletica la tua pelle,
ti accorgi che il tuo tempo non ha stelle.
Centinaia di gocce ti invadono,
sono i doni del tuo animo.
Recinti che chiudono vecchi desideri,
le attese lasciate su una barca senza remi.
Solo la luce illumina il buio,
eppure dentro la notte tante botte.
Le parole servono a reclamare,
non certo per salvare.
Non è facile spogliarsi dei vestiti,
non è difficile vestirsi dei sorrisi,
sono i colpi fulgidi
di un destino clandestino.
27/04/2010
Lontane
(Immagine tratta dal film Into the Wild)
Nelle lande lontane degli occhi
ti affacci timida nella mia mente.
I giorni passano come fogli bianchi,
non è possibile tingere le giornate.
Sono le note della malinconia,
viaggiano accanto alla tua follia.
La ruvida pelle è inerme,
battiti sospesi nelle terre.
13/04/2010
L’ineluttabile destinazione
(Immagine Edvard Munch)
Non sentirai la mia mancanza
Quando il cielo sarà un letto azzurro
Non sentirai un formicolio alla pancia
Quando il mare sarà una tavola blu
Non sentirai il cuore battere all’impazzata
Quando il sorriso illuminerà ogni giornata
Non sentirai gli occhi dileguerai in pena
Quando una carezza scivolerà lungo la schiena
Non sentirai la mia assenza
Quando la mia presenza sarà scomparsa
Non sentirai il sentire del mio dire
Quando tutto è solo un finire
08/04/2010
Il diniego diffuso
(Immagine Francis Bacon)
Ho il cuore a pezzi
come un pugno
di piccoli vetri
sparsi a terra.
Indosso ogni giorno
questa pelle consumata
dal tempo e dal passato
e cedo lentamente
alla sedia della rassegnazione.
C’è un limite alle azioni indigeste
in bilico tra il togliere e il lasciare?
Sono incollato alla polvere
disteso su una palla
felice che sia terra.
Perché recidere quelle ali
nel limbo estremo
delle parole e del nulla?
È una pura follia
seguire con impazienza
quell’unica via
Squilla il telefono
e ascolto il suono
con viso da uomo.
06/04/2010
Sbaglio
C’è qualcosa di sbagliato che circola nell’aria,
il contatto è rivolto al male,
la parola alla conquista.
C’è qualcosa di sbagliato che contorna le immagini,
i suoni sono distorti,
il caos addomestica le giornate.
C’è qualcosa di sbagliato in me,
la verità si mantella,
gli umori piroettano.
Si è capaci di tutto nella vita,
gli occultamenti sono facili,
i desideri sono sostitutivi.
Il transito tra l’errore e la cosa giusta,
tra la cosa da fare e quella da evitare
è nell’oblio dell’esistenza.
C’è qualcosa di sbagliato che governa il giusto,
fili manovrati per ignoranza,
personalità appiattite.
Sono gli elementi che ci scrutano,
chinati a sbirciare le nostre perle
abbandoniamo il senso.
C’è un qualcosa
dove riposano le risposte.
C’è inadeguatezza nei miei pensieri,
c’è qualcosa d’inarrivabile.






